Al centro della transazione di azioni tedesche, ma anche di quelle italiane la “CumEx-Files” viene definita la più imponente investigazione in Germania dal secondo Dopoguerra, costata solo al fisco tedesco oltre 55 miliardi di euro.

Le autorità hanno definito una truffa sui dividendi la più importante inchiesta per frode in Germania dal Dopoguerra a oggi, temendo possa estendersi  a mezza Europa, compresa l’Italia.

Francoforte, Monaco e Colonia stanno lavorando dall’aprile del 2013 sul fascicolo CumEx-Files, specializzata in crimini fiscali internazionali. Il lavoro svolto da 19 gruppi editoriali di  12 nazioni si sono riuniti nella newsroom Correctiv, facendo emergere dai media tedeschi diversi particolari sulle indagini.

Le banche coinvolte nella truffa “avrebbero” ingannato lo Stato tedesco accreditando il dividendo nella giornata di stacco a più soggetti, che risultavano tutti titolari dell’azione, e questi ultimi maturavano un credito fiscale dalla cedola. Creando danni per 55 miliardi nei confronti del Fisco di Berlino.

Ma non riguarderebbe solo la Germania, anzi, ma anche di altre nazioni quali Francia, Spania, Italia, Austria, Belgio, Danimarca.

Secondo le procure  una banca accetta di vendere il titolo di una società quotata, per esempio a un fondo pensione, prima dello stacco della cedola e glielo consegna dopo che il dividendo viene pagato. Sia la banca che il fondo pensione fanno richiesta della ritenuta sui dividendi .
Le banche in alcuni casi vendono azioni che non posseggono e concordano di acquistarle più avanti nel tempo. Il titolo viene rapidamente trattato all’interno di un gruppo sindacato di istituti di credito, così che gli investitori diano l’impressione che vi siano molti possessori . Dividendo i profitti naturalmente “illegali” tra più soggetti.

Gli istituti coinvolti nell’operazione sono diversi:  Santander,  Deutsche Bank  e  Macquarie Bank. Quanto  ad HVB la controllata di Unicredit , ha chiuso le pendenze con la magistratura e presentato ricorso per risarcimento nei confronti di tre ex dipendenti.

Le indagini interne hanno scoperto che Unicredit, ha subito perdite a causa di passate azioni,omissioni attribuibili a singole persone.

Infatti il consiglio di sorveglianza ha presentato un ricorso per risarcimento danni nei confronti di tre singoli ex componenti del consiglio di gestione . Sono state poi condotte “indagini penali nei confronti di attuali o ex dipendenti in Germania da parte delle Procure di Francoforte, Colonia e Monaco con lo scopo di verificare presunti reati di evasione fiscale da parte loro”.

Si è concluso nel novembre 2015 il processo di Colonia con il pagamento di una sanzione di 9,8 milioni di euro. Francoforte invece a febbraio 2016 con una sanzione di 5 milioni. Monaco è stata  chiusa ad aprile 2017, con il versamento di 5 milioni di euro. Le autorità fiscali di quest’ultima  stanno effettuando verifiche fiscali nei confronti di Unicredit .

Gli  inquirenti di Colonia hanno ricevuto dal fisco tedesco concrete indicazioni che Santander abbia operato nel ruolo di venditore allo scoperto. Mentre la banca australiana  Macquarie ha spiegato “che continuerà a cooperare con le autorità tedesche”,calcolando che oltre ai milioni di euro già sborsati in dispute legali ne dovrà dare ancora almeno la metà.

Gli inquirenti hanno scritto agli avvocati della banca spagnola Santander che l’istituto e la sua controllata inglese A.N.T.S., sono state coinvolte “in un ampio numero” di operazioni che riguardano lo venditore allo scoperto, una fase importante della truffa che riguarda il possesso di una singola azione da parte di più soggetti. Santander ha affermato che ad oggi non hanno identificato alcuna evidenza che le attività sotto investigazione abbiano coinvolto manager senior, la banca o sue controllate.

Un portavoce del gruppo tedesco Deutsche Bank , ha riferito che la banca non ha partecipato al mercato cum-ex organizzato, aggiungendo di stare cooperando con le autorità inquirenti.

 

2 thoughts on “MEGA TRUFFA : Coinvolte Santander e Deutsche Bank”

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